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La
casa di terra in Abruzzo è una costruzione
prevalentemente rurale legata alla vita contadina.
Il restauro nasce dalla volontà di riutilizzare
la terra cruda come materiale da costruzione.
Il lavoro svolto oltre che salvare una casa di
terra dalla sicura estinzione ha riproposto questo
tipo di costruzioni quale prototipo di casa naturale
derivato dalla tradizione costruttiva locale.
È
stata necessaria la reintegrazione dello spessore
esterno del muro, parzialmente dilavato, e successivamente
il rifacimento, in terra, degli intonaci interni
ed esterni.
La tecnica utilizzata per reintegrare il muro
è stata quella del "massone",
impasto di terra e paglia posto in opera a pani
irregolari per la realizzazione di muri monolitici,
messo in opera con l'ausilio di casseri di legno
mutuati dalla tecnica del "pisè".
Su tutta la superficie del muro è stata
montata una griglia di legno che rimarrà
internamente alla struttura e che ha la duplice
funzione di maggiore tenuta della terra per tutta
l'altezza del muro e di migliorare il collegamento
fra il muro originale ed il ringrosso stesso.
In mattoni cotti è stato realizzato il
rivestimento, già esistente ma parzialmente
crollato, della parete nord per proteggere dalla
pioggia battente questa parte più esposta.
Per creare una protezione impermeabile ma traspirante
alla base dell'edificio è stata costruita
una zoccolatura-paramento ed è stato predisposto
un vespaio su cui poggiano uno strato di stabilizzato
e il pavimento in mattoni.
Il tetto e i solai di legno sono stati sostituiti
utilizzando gli stessi materiali e la stessa tecnica.
L'edificio corrisponde ad una tipologia rettangolare,
su due livelli collegati da una scala centrale.
Questa distribuzione può essere letta secondo
criteri bioclimatici. Infatti, in estate il vano
scala svolge il ruolo fondamentale di estrattore
di calore, mentre in inverno fa da ambito di distribuzione
verticale delle fonti di calore a piano terra.
Unico elemento attivo per il riscaldamento della
casa era il camino della cucina.
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