titolo: L'uso della terra cruda nell'allestimento del museo "la Civitella di Chieti"
luogo: Museo "La Civitella" - Chieti
progettisti: Arch. Stefania Giardinelli e Cinzia D'Arcangelo
imprese: ITeA S.r.l. / GDOCostruzioni


Parete "il territorio di Chieti"
(
foto 1)
La collina di Chieti è rappresentata attraverso la materialità e il colore della stessa terra di cui è costituita. La struttura della parete circolare è stata rivestita da mattoni in terra cruda delle dimensioni di 10x15x32 posti in opera con malta di terra successivamente rivestiti da un intonaco in terra. L'intonaco costituito da un impasto di terra, paglia sminuzzata e sabbia è stato dato in due mani una più grossolana e l'altra più fine. Si sono sfruttate le qualità plastiche di questo intonaco per incidere a fresco sulla terra una linea di collegamento ideale fra le varie località di insediamento protostorico, la relativa toponomastica e alcune icone identificative dei luoghi.



Vetrina "il villaggio neolitico di Catignano" (foto 2)
Il pannello di fondo della vetrina è stato realizzato con un intonaco di terra colorato su supporto in eraclit. I colori della terra e gli strati di carbone e ghiaia inclusi riproducono la sezione stratigrafica del terreno in cui sono stati scavati i materiali esposti.


Parete "la grotta dei Piccioni"
(foto 3)

Supporti cubici in eraclit sono stati intonacati a fasce orizzontali di colori diversi che rappresentano le fasi di visitazione preistorica di una grotta nel territorio di Chieti. Gli intonaci sono stati realizzati con un impasto di terra, paglia sminuzzata, sabbia e ossidi di ferro dato in tre mani, una molto liquida per una migliore aderenza al supporto degli strati successivi più duri e con impasto più fine. La finitura è stata realizzata lisciando a spatola l'ultimo strato.


Vetrina "largo Barella" (foto 4)
La sezione di terra inclusa nella vetrina riproduce la stratigrafia dello scavo condotto a largo Barbella a Chieti nel 1997. Il blocco di terra, su un basamento in pietra e laterizi originali trovati in situ,è stato realizzato con la tecnica del pisè battendo della terra umida in un cassero di legno. La successione storica degli strati di terra e dei materiali che vanno dal II secolo a.c. ai nostri giorni è stata resa usando terre colorate con ossidi di ferro con inclusi i materiali corrispondenti ai periodi di riferimento.