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titolo: Le Domaine de la Terre nella Ville Nouvelle de l'Isle d'Aubeau













l'edificio si caratterizza per questi muri circolari che richiamano i silos impiegati nell'agricoltura il fianco dell'edificio è rivestito in tavolato di legno



L'edificio riprende la forma delle tradizionali costruzioni rurali, con un elemento decorativo ad arco rivestito di piastrelle di ceramica parte posteriore dell'edificio, con la schiera dei garages in blocchi di calcestruzzo
L'edificio è coperto con una impalcatura in legno indipendente dalla parte in pisè
L'angolo è stato sottoposto ad un restauro consistente
Edificio in blocchi di terra vibro-compressastabilizzata. Arch. Jean-Vincent Berlottier - Questo edificio, posto nella parte sommitale del quartiere, ingloba una torre alta 5 piani.
Filiera di produzione dei blocchi in terra vibro-compressa, stabilizzata. Una filiera completamente industrializzata derivata dalla produzione dei blocchi di calcestruzzo cementizio, dell'industria Perrie di Morestel  (Isére)
edificio con struttura in legno e blocchi di terra vibrocompressa. arch. Francois Galard e Laurence Guilbert
edificio con struttura in legno e tamponamento in terra-paglia - arch. Paul Wagner, Nicolas Widmer, serge Theuninck. La struttura risulta del tutto indipendente dai tamponamenti che sono stati realizzati con posa in cassaforma









 

 

luogo: quartiere Les Fougères, Comune di Villefontaine - (Dipartimento 38 Isèse - Regione Rhon-Alpes - Francia)

progettisti: Arch. Francois Galard e Laurence Guilbert


la relazione è di:
Arch. Fausto Baiocco
tel. e fax 071.2801909


La Ville Nouvelle de l'Isle d'Aubeau

La Ville Nouvelle de l'Isle d'Aubeau è stata creata per decisione del Comité Interministériel d'Aménagement du Territoire (CIAT) in data 8 febbraio 1968 nel quadro della gestione e dello sviluppo del territorio.
Nel 1971, dopo un periodo di studi urbanistici e di protocolli concernenti le imprese necessarie alla realizzazione delle opere, viene insediato un consiglio intercomunale e si procede all'acquisizione del terreno necessario alle attività produttive per una estensione di 1000 ettari, con il primo nucleo della Ville Nouvelle nel territorio di Villefontaine.
Nel 1974 circa 1000 abitanti si insediano nelle nuove abitazioni, il 55% delle quali è di tipo individuale. Nel 1984 gli abitanti sono già 23.000. Lo sviluppo abitativo, produttivo e delle infrastrutture sociali e culturali cresce a ritmi sostenuti.
E' in questo quadro locale e nel più generale quadro economico ed energetico di quegli anni che nel 1983 inizia la costruzione del villaggio di terra Domaine de la Terre che viene terminato nel 1985. Nel 1984 si costruisce il cablaggio TV, sorgono una TV locale ed il parco tecnologico. Nel 1988 si insedia la Hewlett Packard.
Nel 1992 la Ville Nouvelle conta già 31.000 abitanti, 9500 posti di lavoro, 9500 alloggi, 18 plessi scolastici primari e 7 secondari, oltre 300 associazioni.
Nel 1998 conta circa 40.000 abitanti.
A soli 6 km da Villefontaine si trova l'aeroporto di Lione (link: http://www.lyon.aeroport.fr/ ) con la stazione della ferrovia ad alta velocità TGV (progettata da Santiago Calatrava).

Cenni storici sulle costruzioni in terra cruda nel Delfinato
Il primo muro in terra conosciuto nella Gallia meridionale risale alla fine dell'età del bronzo (VIII sec. AC). La tecnica fu introdotta dai Greci e dai Cartaginesi.
Il pisé sembra essere scomparso nel Medio Evo soppiantato dal legno e dalla tecnica del torchis.
Il pisé incontra una rinascita nel secolo dei Lumi per opera di François Cointeraux, architetto rurale di origine lionese (1740 - 1830). Nel 1786, costruisce la sua prima casa incombustibile in pisé. In effetti il successo del pisé in quest'epoca è dovuto alla sua resistenza all'incendio.
Il patrimonio edilizio in pisé del Delfinato è molto ricco. Le costruzioni datano all'inizio del XIX secolo come conferma il catasto napoleonico (1836) che riporta i piccoli villaggi della Grande Charrière.
Nel 1808 Napoleone chiamò François Cointeraux per la costruzione di casermaggi che, esaurite le necessità belliche, diventarono centri abitati che sono tutt'ora esistenti.


 

Il Domaine de la Terre
Questo quartiere di 65 alloggi,
costruito tra il 1982 e il 1986,
è un'esperienza di costruzione
moderna a partire da tecniche
di costruzione in terra (pisé,
blocchi di terra compressa,
terra-paglia). I principi
costruttivi si rifanno,
modernizzandoli, alle tecniche
tradizionali dell'habitat
del Basso Delfinato.
La ville nouvelle
di Villefontaine, con il
Domaine de la Terre mostra
la volontà di sottolineare la
continuità tra l'architettura
di terra tradizionale e quella
moderna.
Il quartiere sperimentale è
composto da 12 isolati che
sono stati affidati a differenti
architetti.
Nel 1982, dopo ricerche e
test condotti dalla Facoltà
di Architettura di Grenoble,
durati quindici anni, con lo
scopo di migliorare le tecniche
costruttive in terra cruda,
il ministero francese dei lavori
pubblici bandisce il concorso
di progettazione su ciascuno
dei 12 isolati del complesso
con i seguenti obiettivi:
a) riscoprire un materiale
energeticamente economico,
in particolare nella fase di
costruzione e di gestione.
b) rinnovare un passato
storico regionale.
c) riscoprire tecniche
suscettibili di essere utilizzate
in luoghi diversi.
I vincitori del concorso
procederanno poi alla
redazione dei progetti
definitivi e, dopo le procedure
di appalto, anche alla esecuzione dei lavori di costruzione degli edifici.
Per ricordare le antiche tradizioni
costruttive in terra cruda, due
delle vie interne al quartiere
Domaine de la Terre sono state
intitolate una a François Cointeraux, (1740-1830) architetto rurale di origine lionese, le cui tecniche
sono state poi diffuse in Italia
nel 1793 da Del Rosso con il
trattato "Della economica
costruzione delle case di terra"
(Link su Cointeraux: http://gallica.bnf.fr/scripts
/ConsultationTout.exe?E=0&O=N048470
,

e l'altra ad Hassan Fathy (1899-1989),
architetto di origini egiziane che ha sviluppato sistemi costruttivi in terra cruda per i paesi sottosviluppati.
(Link su Fathy: http://archnet.org/library/parties
/one-party.tcl?party_id=1
).


Considerazioni a 20 anni dalla costruzione

Il quartiere ha una vita sociale ricca di attività associative ed ha diverse strutture per il tempo libero e lo sport.
Come si può vedere dalle foto a quasi 20 anni dalla sua ultimazione, la vegetazione è molto abbondante ed ora è una cortina continua intorno agli edifici.
Il livello di conservazione dell'efficienza degli edifici sembra ottimo, salvo pochi casi di limitate manutenzioni che per altro sono paragonabili a quelle di analoghi edifici eseguiti con tecnologie tradizionali.
L'arredo urbano e le finiture stradali e dei sentieri pedonali, che sono molti e si dipanano soprattutto nelle zone interne, sembra impostato al risparmio ed all'essenziale, e tuttavia è efficiente poiché non si notano danni da acqua piovana.







 




Edificio rurale in pisé a Saint Chef, 21 km ad Est di Villefontaine Edificio rurale in pisé a Saint Chef vista panoramica del quartiere Edificio in pisé non stabilizzato calore della materia e dal suo colore nella stagione fredda piante del piano terra e del primo piano fianco dell'edificio al civico n.16 - l'impasto è stato messo in opera a corsi di circa 10-12 cm e compattato, quindi ogni 70 cm è stato realizzato un corso di malta, ripetuta anche nello spigolo per formare una partitura. particolare del fronte dell'edificio al civico n.16 - l'inerte risulta essere talora di grossa dimensione, circa 40-50 cm particolre dell'edifio al civico n.16 - la colonna in calcestruzzo soffre delle spinte dei materiali eterogenei che vi si appoggiano, come il legno del solaio del terrazzino ed il ferro della ringhiera particolare della zona di gronda del muro in pisè. Le travi di soffittatura sono sporgenti e sono ancorate con una chiave in legno che funziona da bulzone l'impasto messo in opera a corsi di circa 10-12 cm e compattato, quindi ogni 60-70 cm è realizzato un corso di malta che termina con un cuneo triangolare cartello indicatore nei pressi del quartiere